Intanto lasciami dire che se sei qui a leggere questo articolo probabilmente significa che anche tu sei stato contagiato dal “bug del ceramista”. Beh, non mi resta che dirti di metterti comodo e darti il benvenuto nel club!

Probabilmente anche tu, come me, ti sei avvicinato al mondo della ceramica inizialmente prendendo qualche lezione privata da un ceramista della tua città e hai cominciato a sentire che quelle due ore a settimana non ti bastavano più. Magari hai fatto uno di quei week end all’insegna del relax e della creatività e una volta tornato a casa vorresti riportare quella bella esperienza nella tua vita quotidiana. Qualunque siano le tue motivazioni, sono qui per per aiutarti a capire se creare il tuo laboratorio di ceramica in casa è la scelta giusta per te e come farlo!

valuta lo spazio a tua disposizione

Per prima cosa e, per quanto banale possa sembrare, lo spazio che si ha a disposizione è fondamentale per definire le nostre possibilità e potenzialità di lavoro e per capire se davvero possiamo pensare di trasformare una stanza del nostro appartamento in un laboratorio artigianale oppure no.

Fattori da considerare:

  • Logistica: vivi all’ultimo piano di una palazzina o al piano terra di una villetta con giardino?

Per capirci, un laboratorio in un appartamento al settimo piano di un palazzo senza ascensore, per esempio, non è praticabile come studio di ceramica perché quando farai gli ordini dal tuo fornitore riceverai la merce in pacchi o pancali e ogni volta dovrai portare carichi pesanti (il panetto minimo di argilla per esempio di solito pesa intorno ai 12kg e fidati che non ne ordinerai mai solamente uno) e attrezzature su e giù dalle scale. Capisci bene che questa non è una condizione sostenibile, né nel breve né nel lungo periodo.

  • Congruenza con le tue necessità creative: lo spazio che hai a disposizione nel tuo appartamento ti permette di esprimere la tua creatività nei modi e nelle forme che desideri oppure no?

Se, per esempio, ti piace creare oggetti di ceramica funzionale di piccole dimensioni (come tazze, ciotoline, portacandele e così via..) non avrai bisogno di grandi spazi per poter lavorare bene. Diverso è se invece sei una persona a cui piace fare sculture e oggetti di una certa dimensione. In questo caso non basta pensare alle dimensioni della scultura in questione ma si deve valutare anche lo spazio necessario per lasciarla asciugare e quello per smaltarla. Se, per esempio, nel tuo laboratorio c’è abbastanza spazio per un solo tavolo da lavoro devi considerare che, in assenza di un’altra superficie dove trasferire il tuo oggetto durante l’asciugatura, tutto il resto del tuo lavoro resterà fermo finché non lo avrai terminato. Anche per diverse settimane…

  • Condizioni sanitarie: il tuo laboratorio ti permetterà di lavorare prendendoti cura anche della tua salute?

Un altro fattore fondamentale da considerare (e non mi stancherò mai di ripeterlo) è l’areazione! Assicurati che il tuo potenziale studio abbia almeno una finestra per poter far circolare l’aria mentre tu sei a lavoro e, soprattutto, quando pulisci i pavimenti e le superfici dalla polvere accumulatasi nel tempo. Oltre alla finestra, il tuo studio deve avere un pavimento facile da lavare.

Se hai la moquette sul pavimento non pensare neanche di continuare a leggere, mi dispiace!

Avere un laboratorio artigianale all’interno del proprio appartamento può essere bellissimo ma allo stesso tempo richiede alcune precauzioni, molta organizzazione e attenzione alle norme igieniche. Inalare la polvere che si crea una volta che l’argilla si asciuga sul pavimento e sulle altre superfici dello studio, così come gli eventuali metalli pesanti contenuti negli smalti in polvere, è molto nocivo per la nostra salute! Per questo il nostro laboratorio di ceramica deve essere organizzato, funzionale e , soprattutto, facile da pulire! Una buona abitudine è passare l’aspirapolvere e lavare sia i piani di lavoro che i pavimenti alla fine di ogni giornata di lavoro.

dividi lo spazio in “zone di lavoro”

Adesso che hai valutato bene se la stanza che hai deciso di trasformare in un laboratorio di ceramica ha tutti i requisiti per esserlo di fatto, passiamo alla sua organizzazione. Anche qui devi pensare a come lavorerai e a quello di cui avrai bisogno. Per prima cosa devi dividere la stanza in “zone di lavoro”. Con questo intendo dire che è fondamentale mantenere separate le zone e le superfici dove modelli, decori e dove lasci gli oggetti ad asciugare. Idealmente dovresti avere:

-un piano da lavoro dove impastare l’argilla;

-un altro piano dove modellare/smaltare (magari va bene anche ai due estremi dello stesso pianale) la tua ceramica;

-una zona dedicata al tornio (se hai bisogno di avere un tornio per realizzare i tuoi oggetti);

-una zona dove tenere gli smalti (sia in polvere che liquidi);

-una zona dove lasciare asciugare le tue creazioni;

-una zona dove tenere le tue ceramiche finite.

ciotola ceramica artigianale
I lavori ancora crudi e in asciugatura hanno il loro spazio su una scaffalatura apposita.
modellazione piatto ceramica artigianale
È importante tenere separate le superfici di lavoro.

Se proprio non si ha abbastanza spazio da poter ricavare tutte queste zone diverse, puoi tranquillamente usare lo stesso piano da lavoro per impastare e modellare e magari anche decorare ma, in questo caso, devi essere molto diligente nella pulizia e nell’organizzazione del pianale stesso.

Laboratorio ceramica ClaireLune
Il mio piano di lavoro per la modellazione.

Questa divisione ti salverà la vita in molte occasioni, ma soprattutto quando ti ritroverai a sperimentare con argille di tipi diversi contemporaneamente oppure quando smalterai e modellerai in una stessa sessione di lavoro. Vedrai che sarà molto più facile evitare la contaminazione se farai attenzione a rispettare le zone di lavoro e a mantenerle rispettivamente pulite.

Trova il tuo fornitore di fiducia

Una volta che avrai organizzato (almeno mentalmente) il tuo laboratorio, dovrai pensare a come riempirlo. Avrai bisogno di acquistare la tua attrezzatura di base e di un fornitore da cui acquistare la tua terra e tutti i prodotti di cui avrai bisogno lungo il percorso. L’idea è che devi valutare se hai tutti i mezzi per poter gestire autonomamente il tuo laboratorio nel tempo oppure no. Qui la scelta è totalmente individuale. C’è chi preferisce recarsi direttamente dal proprio fornitore regolarmente e chi invece preferisce (per motivi di tempi o logistici) rivolgersi ad un fornitore online. Questo dipende molto anche da dove vivi.

Se preferisci la seconda opzione posso consigliarti di fare una piccola ricerca online e scegliere il rivenditore che preferisci in base anche all’assortimento che ha a disposizione. Fossi in te eviterei di acquistare da rivenditori all’estero se non in casi estremamente necessari perché le spese di spedizione per questo tipo di prodotti (generalmente pesanti o comunque con un mercato più per le aziende che per i privati) tendono ad essere esageratamente alte. Inoltre qualcosa può sempre andare storto e risolvere le questioni su scala internazionale è sempre un po’ più fastidioso…

Pensa alle tubature

L’argilla, si sa, non è la migliore amica delle tubature. Indipendentemente da quanto esse siano nuove, di “ultimerrima” generazione, autopulenti… (qui sono ironica ovviamente…) non puoi pensare di mettere su un laboratorio di ceramica in casa e non preoccuparti di come smaltire gli scarti e lavare la tua attrezzatura. Il sistema più semplice e diffuso per non intasare le tubature del palazzo o le fognature è quello dei “tre secchi d’acqua“.

Semplicemente, ogni volta che ti accingi a lavorare, prepara tre secchi d’acqua: uno per l’ACQUA SPORCA, uno per l’ACQUA QUASI SPORCA e uno per l’acqua “PULITA” (lo metto tra virgolette perché ovviamente non sarà mai acqua veramente limpida ma, sicuramente, sarà abbastanza pulita da poter essere versata nelle tubature della tua abitazione senza alcun problema). La logica dietro a questo sistema è semplice: il secchio dell’acqua “sporca” serve per lavare gli attrezzi o le mani sporchi di argilla la prima volta. Vedrai che qui si accumuleranno facilmente tocchi di argilla che poi finiranno sul fondo del secchio. Il secchio con l’acqua “quasi pulita” servirà per sciacquare meglio l’argilla rimasta dopo il primo lavaggio grossolano nel primo secchio. Infine, il secchio con l’acqua “pulita” servirà ad eliminare gli ultimi rimasugli più sottili di argilla. Vedrai che questo rimarrà sempre sufficientemente limpido da non rappresentare nessun tipo di problema per la salute delle tue tubature.

Un altro aspetto molto utile di questo sistema a tre secchi è che ti permetterà di riciclare l’argilla di scarto relativamente facilmente! Puoi raccogliere direttamente lo scarto che si sarà accumulato sul fondo del primo secchio e lavorarlo per il recupero (sempre che tu non l’abbia contaminato con tipi di argille diverse). Ma questo argomento magari lo tratterò meglio in un altro articolo più avanti…

Poniti la questione forno

L’ultima considerazione da fare prima di decidere se mettere su il tuo laboratorio di ceramica in casa è relativa al forno e al dove poter cuocere i proprio pezzi. Questa questione andrebbe trattata abbastanza nel dettaglio ma questa non è la sede giusta. Per il momento mi limito a dirti che al giorno d’oggi esistono forni di tutti i tipi ma, per l’ambiente domestico, l’unico veramente possibile è un forno elettrico di dimensioni ridotte (per cuocere gioielli in ceramica per intenderci) . Esistono dei modelli di forni più grandi “per uso domestico” che hanno un sistema di isolamento maggiorato per contenerne i consumi, ma questo non significa che possono essere utilizzati in casa. Oltre alla questione spazio e consumo, il forno deve essere posizionato in un luogo apposito soprattutto per via della emissione di eventuali fumi durante la cottura e per questioni di sicurezza.

Chiaramente l’installazione di un forno, anche se di piccole dimensioni, richiede un aumento del wattaggio e un investimento di partenza per il suo acquisto che magari all’inizio non sei pronto a fare. In questo caso hai alcune alternative come rivolgerti agli istituti d’arte della tua città. In alcuni casi sono dotati di un laboratorio di ceramica e consentono agli esterni di utilizzare i loro forni, magari pagando una piccola somma per coprire i costi dell’elettricità. In alternativa puoi rivolgerti ai ceramisti della tua zona e alle varie associazioni culturali e chiedere loro se sono disponibili a lasciarti usare il forno quando ne hai bisogno.

Spero che questo articolo ti sia stato utile per schiarirti le idee! Se hai qualche domanda da farmi o vuoi scrivermi le tue opinioni riguardo questo articolo sentiti libero di lasciarmi un commento qui sotto oppure nel form dei contatti.

Se invece ti incuriosiscono i “behind the scenes” della mia esperienza di ceramista “con lo studio a casa” puoi seguirmi su Instagram cliccando il pulsante qui sotto:

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